tutta la mia vita in un blog
Stamattina sono andata a consegnare la domanda per il servizio civile….SPERIAMO vada tutto bene. Tengo le dita incrociate.

In: Manifestazioni
19 lug 2009I Mandanti Impuniti – In ricordo di Paolo Borsellino – 18-07-2009 – part 1
I Mandanti Impuniti – In ricordo di Paolo Borsellino – 18-07-2009 – part 2
I Mandanti Impuniti – In ricordo di Paolo Borsellino – 18-07-2009 – part 3
I Mandanti Impuniti – In ricordo di Paolo Borsellino – 18-07-2009 – part 4
In: Citazioni| Senza categoria
13 lug 2009Un populumittitilu a catinaspughiatiluattuppatici a vuccaè ancora libiru.Livatici u travagghiuu passaportua tavula unnu manciau lettu unnu dormi,è ancora riccu.Un populudiventa poviru e servuquannu ci arrubbanu a linguaaddutata di patri:è persu pi sempri.Diventa poviru e servuquannu i paroli non figghianu parolie si mancianu tra d’iddi.Mi nn’addugnu ora,mentri accordu la chitarra du dialettuca perdi na corda lu jornu.Mentre arripezzua tila camulutaca tissiru i nostri avicu lana di pecuri siciliani.E sugnu poviru:haiu i dinarie non li pozzu spènniri;i giuellie non li pozzu rigalari;u cantunta gaggiacu l’ali tagghiati.Un poviruc’addatta nte minni strippida matri putativa,chi u chiama figghiupi nciuria.Nuàtri l’avevamu a matri,nni l’arrubbaru;aveva i minni a funtana di lattie ci vìppiru tutti,ora ci sputanu.Nni ristò a vuci d’idda,a cadenza,a nota vasciadu sonu e du lamentu:chissi non nni ponnu rubari.Non nni ponnu rubari,ma ristamu povirie orfani u stissu.Ignazio Buttitta
In: Musica
8 lug 2009
It’s rainin’ but there ain’t a cloud in the sky
Must of been a tear from your eye
Everything’ll be okay
Funny, thought I felt a sweet summer breeze
Must of been you sighin’ so deep
Don’t worry we’re gonna find a way
I’m waitin’, waitin’ on a sunny day
Gonna chase the clouds away
Waitin’on a sunny day
Without you, I’m workin’ with the rain fallin’ down I’m half a party in a one dog town
I need you to chase these blues away
Without you, I’m a drummer girl that can’t keep a beat
An ice cream truck on a deserted street
I hope that you’re coming to stay
I’m waitin’, waitin’ on a sunny day
Gonna chase the clouds away
Waitin’on a sunny day
Hard times, baby well they come to us all
Sure as the tickin’ of the clock on the wall
Sure as the turnin’ of the night into day
Your smile girl, brings the mornin’ light to my eyes
Lifts away the blues when I rise
I hope that you’re coming to stay
I’m waitin’, waitin’ on a sunny day
Gonna chase the clouds away
Waitin’on a sunny day
ASPETTANDO UNA GIORNATA DI SOLE
Sta piovendo ma non c’è una nuvola in cielo
Deve essere una lacrima dai tuoi occhi
Tutto sarà ok
Divertente, credevo di sentire una dolce brezza estiva
ma deve essere il tuo sospiro così profondo
Sto aspettando, aspettando una giornata di sole
Bisogna cacciare via le nuvole
Aspettando una giornata di sole
Senza di te, lavoro con la pioggia che cade
Sono la metà di una parte in una città di cani
Ho bisogno di te per cacciare via questa tristezza
Senza di te, sono una batterista che non può battere un colpo
Un camion di gelati in una strada deserta
Spero che tu stia venendo per restare
Sto aspettando, aspettando una giornata di sole
Bisogna cacciare via le nuvole
Aspettando una giornata di sole
Tempi duri, bambina stanno arrivando per tutti noi
Sicuro come il battito dell’orologio sul muro
Sicuro come il volgere della notte nel giorno
Il tuo sorriso ragazza, porta la luce del mattino ai miei occhi
Scaccia la tristezza quando mi alzo
Spero che tu stia venendo per restare
Sto aspettando, aspettando una giornata di sole
Bisogna cacciare via le nuvole
Aspettando una giornata di sole
In: Citazioni
8 lug 2009Penso che la gente debba sapere che noi dei Clash siamo anti-fascisti, contro la violenza, siamo anti-razzisti e per la creatività. Noi siamo contro l’ignoranza.
Joe Strummer
In: Manifestazioni
3 lug 2009Ore 15:00 Raduno in via D´Amelio per la “marcia delle agende rosse” verso il castello Utveggio
Ore 19:30 Incontro alla Facoltà di Giurisprudenza, via Maqueda n°172, per un rinfresco offerto dal comitato cittadino “19 luglio 2009”
Ore 20.30 Dibattito “I mandanti impuniti” organizzato dalla rivista ANTIMAFIADuemila presso la Facoltà di Giurisprudenza

Ore 8:00 Presidio in via D´Amelio. Fino alle ore 16.40 interventi di giornalisti, associazioni e cittadini
Ore 16:55 Minuto di silenzio
Ore 17:00 Interventi di Giulio Cavalli e Marilena Monti
Ore 18:30 Partenza del corteo da via D´Amelio verso il quartiere Kalsa passando per i luoghi dov´è cresciuto Paolo Borsellino con arrivo a P.zza Magione
Ore 21.30 Esibizione in P.zza Magione di Giulio Cavalli
Lunedì 20 luglio
Ore 9:00 Presidio di solidarietà ai magistrati davanti al palazzo di giustizia

Questo evento ha il fine di sollecitare i vertici dello Stato e “coloro che sanno ma non parlano simulando amnesie insensate” a scoprire il velo di mistero e di menzogne che avvolge le stragi del ‘92/’93.
L’ elemento centrale e probabile chiave di soluzione in riferimento alla famosa trattativa tra i nuovi referenti politici e Cosa Nostra è la scomparsa dell’agenda rossa di Paolo Borsellino che portava sempre con sé e sottratta dalla sua borsa di cuoio il tragico pomeriggio del 19 luglio del 1992, tra le fiamme e lo sgomento dei palermitani.
Sono passati quasi 17 anni da quel giorno e la risposta dello Stato non è altro che un cumulo di lapidi, di vie intitolate a coloro che sono stati proclamati eroi solo dopo la morte e di corone di fiori.
Questo evento si pone innanzitutto un obiettivo concreto: una particolare manifestazione che si terrà il 19 luglio 2009.
Coloro che vi aderiranno scenderanno nelle strade alle ore 18:00 con un agenda rossa tra le mani e si dirigeranno verso il Palazzo di Giustizia delle rispettive città. L’evento principale avrà luogo a Palermo.
Con questo gesto si chiederà giustizia per i familiari delle vittime e per noi tutti cittadini italiani, da troppo tempo inermi e rassegnati dinnanzi ad una verità taciuta dai poteri forti, una verità che potrebbe restituirci quella dignità da troppo tempo negataci, quella fierezza di sentirsi italiani e soprattutto la possibilità di guardare l’immagine di quei volti onesti senza dover abbassare lo sguardo e poter dire “siete morti per noi ma ora quel grande debito lo abbiamo pagato gioiosamente, continuando la vostra opera”.
Vi chiediamo di partecipare se ci credete veramente, se siete stanchi di essere assorbiti dall’omertà e dall’indifferenza che prevalgono in Italia e se siete pronti a “sentire la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”.
Noi ci CREDIAMO, come CREDIAMO CHE TUTTI INSIEME, UNITI PER LA STESSA RAGIONE, POSSIAMO COMBATTERE PER RESTITUIRE UN VOLTO NUOVO AL NOSTRO Paese.
La redazione di www.19luglio1992.comIn: Articoli
2 lug 2009Dopo l’assassinio mafioso di Giuseppe Fava, il 5 gennaio 1984, i redattori de I Siciliani scelsero di non sbandarsi, di tenere aperto il giornale e di portare avanti per molti anni la cooperativa giornalistica fondata dal loro direttore, affrontando un tempo di sacrifici durissimi in nome della lotta alla mafia e della libera informazione. Anni di rischi personali, di stipendi (mai) pagati, di solitudine istituzionale (non una pagina di pubblicità per cinque anni!)
22 giugno 2009, di Redazione
Oggi, a un quarto di secolo dalla morte di Fava, alcuni di loro (Graziella Proto, Elena Brancati, Claudio Fava, Rosario Lanza e Lillo Venezia, membri allora del CdA della cooperativa) rischiano di perdere le loro case per il puntiglio di una sentenza di fallimento che si presenta – venticinque anni dopo – a reclamare il dovuto sui poveri debiti della cooperativa. Il precetto di pignoramento è stato già notificato, senza curarsi d’attendere nemmeno la sentenza d’appello. Per paradosso, il creditore principale, l’Ircac, è un ente regionale disciolto da anni.
E’ chiaro che non si tratta di vicende personali: la redazione de I Siciliani in quegli anni rappresentò molto di più che se stessa, in un contesto estremamente difficile e rischioso. Da soli, quei giovani giornalisti diedero voce udibile e forte alla Sicilia onesta, alle decine di migliaia di siciliani che non si rassegnavano a convivere con la mafia. Il loro torto fu quello di non dar spazio al dolore per la morte del direttore, di non chiudere il giornale, di non accettare facili e comodi ripieghi professionali ma di andare avanti. Quel torto di coerenza, per il tribunale fallimentare vale oggi quasi centomila euro, tra interessi, more e spese. Centomila euro che la giustizia catanese, con imbarazzante ostinazione, pretende adesso di incassare per mano degli ufficiali giudiziari.
Ci saranno momenti e luoghi per approfondire questa vicenda, per scrutarne ragioni e meccanismi che a noi sfuggono. Adesso c’è da salvare le nostre case: già pignorate. Una di queste, per la cronaca, è quella in cui nacque Giuseppe Fava e che adesso, ereditata dai figli, è già finita sotto i sigilli. Un modo per affiancare al prezzo della morte anche quello della beffa. La Fondazione Giuseppe Fava ha aperto un conto corrente (che trovate in basso) e una sottoscrizione: vi chiediamo di darci il vostro contribuito e di far girare questa richiesta. Altrimenti sarà un’altra malinconica vittoria della mafia su chi i mafiosi e i loro amici ha continuato a combatterli per un quarto di secolo.
Elena Brancati, Claudio Fava, Rosario Lanza, Graziella Proto, Lillo Venezia
* * *
Scarica il manifesto/volantone A3. Ecco una versione leggera fatta per il web (scaricabile da: http://www.ucuntu.org/pdf/Appello_ISiciliani_A3_web.pdf); se volete stamparla e farla girare scaricate questa ad alta risoluzione http://www.ucuntu.org/pdf/Appello_ISiciliani_A3_hires.pdf
Via U Cuntu
In: Articoli
2 lug 2009Ha dichiarato di essere lesbica. Ha denunciato le discriminazioni subite. Ha sfilato al Gay Pride. Ora il questore di Padova vuole il suo licenziamento. Anticipazione dell’inchiesta dell’Espresso domani in edicola.
Il giorno prima aveva sfilato con altri 150 mila contro le discriminazioni sessuali al Gay Pride di Genova. Una volta ritornata a casa però ha trovato ad attenderla la lettera del suo “capo”, il questore di Padova, Luigi Savina, con cui si avvia la pratica della sua destituzione dalla Polizia. Luana Zanaga, 39 anni di Rovigo, in forza alla polizia patavina, nei mesi passati ha fatto coming out, rivelando pubblicamente la propria omosessualità. E da ottobre dello scorso anno, da quando ha reso pubblica la sua tendenza sessuale, per lei è cominciato un calvario. Dapprima è stata “processata” da una commissione di disciplina, che ha proposto di punirla con una sospensione dal servizio “fino a sei mesi”. Ma ora, forse, non farà nemmeno in tempo a scontare quella sanzione, perché è arrivata la nuova tegola: la destituzione. Che nei fatti significa licenziamento.
Il questore Savina nega che nel provvedimento si parli di licenziamento, ma non dice quale punizione intende infliggere all’agente Zanaga. Infatti con la lettera si è solo avviata la pratica di contestazione degli addebiti, mentre i provvedimenti adottati verranno resi noti solo successivamente. A parlare apertamente di destituzione è invece il funzionario incaricato di seguire il caso per conto del questore. E Savina infatti scrive che non è più sufficiente la sola “deplorazione” con la conseguente sospensione. D’altra parte in questi giorni Luana Zanaga si è anche sentita rivolgere l’accusa di essere pericolosa. Perché, come è scritto espressamente nella lettera del questore Savina, alla fine di maggio ha rilasciato delle dichiarazioni, senza autorizzazione a “L’espresso”, riportate nell’articolo “Agente gay a rapporto” e poi riprese dal sito Dagospia. Nell’articolo l’agente gay diceva di vivere in un ambiente omofobico, di aver subito il mobbing e di essere stata sottoposta a vessazioni. Come successe anni fa, quando la costrinsero ad andare dal medico per attestarne l’idoneità visto che era omosessuale. «Mi chiedevano se stavo bene con la mia omosessualità e io rispondevo che stavo benissimo», accennava nell’articolo.
Per il capo della Questura di Padova queste accuse sono fortemente denigratorie e portano discredito alla Polizia. Nessun cenno invece, nella lettera, agli altri giornali, riviste e tv che hanno riferito della poliziotta. O alla solidarietà manifestatale dal presidente della Camera, Gianfranco Fini. Pubblicazioni uscite nello stesso periodo e anche successivamente.
Più che per le dichiarazioni dell’agente Zanaga, viene il sospetto che l’infrazione più grave sia aver parlato con il nostro giornale. Invece di approfondire e verificare le accuse della poliziotta sull’ambiente omofobico, si preferisce rimuovere chi solleva dubbi e parla di discriminazioni. Nessuno, infatti, ha chiesto all’agente di portare le prove delle sue accuse. Una denuncia, la sua, circostanziata, precisa e grave, come nel caso dei due poliziotti che le scrissero che doveva «bruciare in un lager». Dunque non c’è stato accertamento della verità, ma è comunque in arrivo una punizione esemplare perché ha parlato.
Così Luana Zanaga rischia di veder svanire il sogno di una vita, cioè fare la gay_pridepoliziotta, solo perché difende e rivendica la propria sessualità
Via Rassegna Stanca
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